DROMOS Festival XVI Edizione “I Giardini dell’Eden” presenta una doppia mostra tutta da vedere dal 31 luglio al 6 settembre 2014 presso la Pinacoteca comunale di Oristano: le immagini del fotografo francese Eric Bouvet e le pitture dell’artista sassarese Pastorello.

Dromos Festival XVI Edizione dal 29 luglio al 16 agosto 2014 - Locandina
Foto di ÉRIC BOUVET “Peace, rainbow family”, 2012. LA TERRA È UN PARADISO, L’INFERNO È NON ACCORGERSENE J. L. Borges

I Giardini dell’Eden
Giardini dell’Eden, luoghi di delizie e di piacere, di conoscenza e, talvolta, di peccato, luoghi da rimpiangere e da evocare in una dimensione onirica, luoghi che rimandano ad antiche e lontane civiltà: dimora degli dei, prima patria degli uomini, orti delle Esperidi, paradisi terrestri ricchi di alberi e fiumi meravigliosi, miti che ricordano l’Eden biblico o che favoleggiano l’età dell’oro, regni felici di Crono e di Saturno. E allora, in quest’ottica, in una rilettura del mito nelle sue diverse implicazioni contemporanee, la XVI edizione del festival Dromos intende ricercare e valorizzare ciò che di tali paradisi perduti o, più spesso, dimenticati, è sopravvissuto nella cultura contemporanea che tali miti trasforma, tradisce, rielabora e restituisce in chiave pop, in una dimensione ironica e sopra le righe e in un percorso musicale come sempre intrigante e meticcio.

A dar concretezza visiva a questo caleidoscopico mondo in bilico tra realtà e utopia, saranno due mostre ospitate presso la Pinacoteca comunale “Carlo Contini” di Oristano: le immagini del fotografo francese Eric Bouvet, appartenenti al progetto Peace/Rainbow Family, che documentano la vita di alcune “famiglie arcobaleno”, idealiste, pacifiste, hippy del XXI secolo, riunitesi nella foresta brasiliana per fuggire dalla società dei consumi e dalla corsa al profitto, in un sentimento panico verso la natura finalizzato alla riconquista di un’innocenza e di una pace anch’esse perdute; le pitture dell’artista sassarese Pastorello, coi suoi paesaggi, anch’essi, a loro modo “paradisi”, seppur spiazzanti e che descrivono un “altrove” ora mitico, ora apparentemente naturale, spesso sintetico e futuribile o acido e perturbante, luoghi abitati non più da progenitori quanto, semmai, da postgenitori alieni e, insieme, alienati.

Al contempo, parallela a questa lettura in apparenza irriverente, a supporto di una colonna sonora in linea col tema, tentatrice e seducente con i suoi frutti proibiti, non mancheranno approfondimenti e dibattiti inerenti la perdita o il depauperamento di quei paradisi naturali, mentali o artificiali in collaborazione con l’O.S.V.I.C., un organismo di volontariato internazionale sempre in prima linea sui temi dello sviluppo sostenibile, della sovranità alimentare, della cooperazione e del turismo sostenibile. Non è un caso, dunque, che il festival Dromos è stato, quest’anno, parte attiva del grande evento culturale e musicale di Sardegna chi_ama del 31 maggio, destinato alla raccolta di fondi in favore delle sessantuno scuole danneggiate dall’alluvione che ha devastato l’Isola lo scorso novembre, con la sua scia di vittime e il pesantissimo bilancio in termini di danni materiali, ambientali ed economici. Insomma, un percorso culturale stimolante e vitale, con la consapevolezza che ciascuno di noi è artefice primario nella costruzione del suo inferno o, piuttosto, del suo Eden.

Ivo Serafino Fenu

 

Doppia Mostra alla Pinacoteca Contini di Oristano Pastorello e Eric Bouvet dal 31 luglio 2014 al 6 settembre 2014Orari: dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.30.
Ingresso libero

Mostra su Eric Bouvet a cura di Laura Serani Pinacoteca Contini Oristano dal 31 luglio al 6 settembre 2014 Peace rainbow family

 

Alla ricerca dell’equilibrio perduto
Fotoreporter dall’inizio degli anni 80, Éric Bouvet ha coperto senza tregua l’attualità sociale e politica e i conflitti più drammatici del nostro tempo. Dopo trent’anni passati a fotografare la guerra, con dei rischi fisici e psicologici costanti, accumulando perdite e ferite, Eric Bouvet, come Rodger, ha risentito l’urgenza di conoscere altre realtà, d’incontrare e di fotografare «delle persone felici». I raduni della Rainbow family gli sono apparsi «la sua Africa», l’opportunità di fotografare altrove e in altro modo, allontanandosi dal lato oscuro del mondo alla ricerca di comunità capaci di vivere in pace e in armonia. Creato nel 1972 negli Stati Uniti, il movimento Rainbow family ha continuato da allora a crescere e a rinnovarsi in una serie di incontri annuali nazionali e internazionali. Obbiettivo: ricreare insieme un universo senza violenza, libero da strutture e rapporti di potere, senza obblighi né divieti, basato sul consenso, la condivisione e il rispetto dell’altro e della natura. Lontano dalla città la comunità rifiuta la società dei consumi e propone modi e ritmi alternativi. Senza barriere di religione o di classe sociale, la Famiglia arcobaleno si compone di persone venute dai paesi e dagli orizzonti più svariati: studenti, artigiani, attori, responsabili di società, cuochi, biologi. Una sorta di nuovi hippies «radicali» che per un periodo più o meno lungo, o come scelta definitiva di vita, abbandonano il proprio quotidiano per seguire la carovana, da un raduno all’altro, mettendo in pratica ideali comuni. In pochi giorni Bouvet scopre una dimensione parallela e una reale serenità interiore. Per realizzare i ritratti dei membri della Rainbow family, sormontando la reticenza a farsi fotografare e l’allergia ai mass media, Bouvet ha deciso di lavorare, un po’ all’antica maniera, in gran formato e con dei film istantanei che permettono di restituire un’immagine immediata oltre ad ottenere un effetto simile alle tonalità visive degli anni 70. La bellezza dei paesaggi e della natura incontaminata, la serenità dei volti, il contesto idilliaco, accentuati dal linguaggio visivo scelto da Éric Bouvet, creano un‘impressione di spaesamento e d’incanto assoluto. Immagini di un nuovo genere, le cool-fiction, o piuttosto immagini da paradiso terrestre, una selezione è presentata per la prima volta in Italia, nell’ambito e in perfetta sintonia, con questa edizione del festival Dromos dal titolo I Giardini dell’Eden.

Laura Serani

Mostra su Pastorello a cura di Ivo Fenu Pinacoteca Contini Oristano dal 31 luglio al 6 settembre 2014 I Giardini dellEden

I Giardini dell’Eden
La pittura senza storie di Pastorello è, giocoforza, pre e post storica. Attinge al magma dell’inconscio, pasce negli sterminati territori dell’arte del passato, del cinema contemporaneo, di un immaginario visivo di là da venire e, tuttavia, non si lascia incasellare in nessuna delle categorie estetiche legate al genere del paesaggio. Una pittura trasversale, ambigua, depistante, citazionista senza citazioni e, quando la mente pare abbia individuato degli appigli visivi al quale ancorarla – siano esse suggestioni del Cinquecento nordico, da Dürer ad Altdorfer, siano certe visioni apocalittiche e “sublimi” del Romanticismo, siano realtà virtuali e/o parallele alla Matrix –, ci si rende conto di essersi persi dietro una falsa pista artatamente suggerita dall’artista. Del resto, per Pastorello – picassiano concettualmente quanto distante artisticamente da Picasso – «la pittura è pittura. La pittura è innaturale, contro natura, ma è nel mondo. Non è soprannaturale, lo lascia intendere, promette e non mantiene: inganna». I suoi Giardini dell’Eden seducono, promettono delizie, offrono frutti proibiti e succulenti, fiumi d’abbondanza e amene praterie ma, nella loro naturale innaturalità, sono trappole visive e il “bello” si trasforma subitamente in “orrore” al quale non è dato l’ossimorico “diletto” delle teorie romantiche. Pastorello, pittore puro, nei suoi paesaggi pre-adamitici non veicola messaggi che non siano inerenti alla stessa prassi pittorica, da qui la loro ambiguità semantica, la loro autoreferenzialità e il loro essere “alieni” e fintamente ospitali. Paesaggi come metafore del processo creativo, in sé assoluto e intangibile, sì da far dire all’artista: «la pittura avvicina il soprannaturale alla natura: è l’ultima manifestazione del metafisico, naturale e innaturale non sono del tutto opposti, in quanto fanno parte di questo mondo il loro vero opposto è il soprannaturale». “Naturale-Innaturale” contrapposto a “Soprannaturale”, mondi visivi e spazi della mente inconciliabili ma, forse, destinati ad incrociarsi, nei Giardini dell’Eden di Pastorello.

Ivo Serafino Fenu

Doppia Mostra Pinacoteca Contini Oristano estate 2014 prodotta da Dromos Festival XVI Edizione

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