Ozieri presentazione del libro “Cella n° 21” di Bainzu Piliu sabato 06/09/2014 presso il Centro Culturale San Francesco

Presentazione libro “Cella n° 21” di Bainzu Piliu – sabato 6 settembre ore 19, chiostro S. Francesco

Sabato 6 settembre alle ore 19 nel chiostro dell’ex convento di S. Francesco ad Ozieri, Bainzu Piliu presenterà il libro autobiografico “Cella n° 21”, in cui si ripercorre la sua vita e il suo impegno politico, senza tralasciare gli eventi più drammatici che lo hanno visto protagonista qualche decennio fa.

Bainzu Piliu - cella n 21
Chi è sardo ed ha più di 40 anni non può non aver sentito parlare di Bainzu Piliu. Ozierese trapiantato a Sassari, il prof. Piliu fece parlare di sé fin dagli anni ’70, dapprima come esponente della frangia indipendentista del Partito Sardo d’Azione e poi, a partire dal 1976, come fondatore e ideologo del Fronte per l’Indipendenza della Sardegna (il FIS). Erano gli anni in cui tanti Sardi ancora si vergognavano di parlare apertamente in limba e prevaleva in molti di essi un senso di inferiorità culturale nei confronti dei “continentali”.
In questo clima arroventato dagli “anni di piombo”, Piliu promosse una serie di iniziative politiche tese al rafforzamento dell’identità culturale del popolo sardo: a Sassari nel 1975 – con il concorso unanime del consiglio direttivo della sezione “A.Simon Mossa” del PSd’Az – promosse la nascita della prima scuola di lingua sarda (con lezioni tenute da Giampiero Marras), nel 1978, docente di Chimica all’Università di Sassari, sollecitò gli studenti a sostenere gli esami in sardo e nel 1981 e 1982 vi furono addirittura due tesi scritte e discusse in limba ed in italiano. I suoi sforzi maggiori, però, erano rivolti al tentativo di unificare le varie correnti indipendentiste isolane e definire una piattaforma programmatica su cui basare l’azione e la propaganda politica.
I suoi comizi in lingua sarda, il suo abbigliamento (nelle occasioni ufficiali, dal 1980 anche come sindaco di Bulzi, vestiva l’antico costume logudorese) e soprattutto la sua posizione ideologica, lo imposero immediatamente all’attenzione dell’opinione pubblica ma anche a quella della DIGOS. Le sue iniziative politiche, seppure fortemente provocatorie, comunque erano sempre state “non violente”. Egli voleva convincere i Sardi ad affrancarsi dalle servitù militare, dalla sottomissione culturale ed economica imposta da una dominazione italiana di tipo coloniale, e conquistare la totale indipendenza statuale dell’isola, oppressa da secoli e secoli di dominazione straniera.
In quegli anni, però, lo Stato italiano era sotto l’assedio di vari movimenti armati, tra cui gli indipendentisti dell’Alto Adige che già avevano messo a segno una serie di attentati alle infrastrutture nazionali. Inoltre, il crescente consenso elettorale conseguito dal sardismo di marca indipendentista e, soprattutto, gli attentati contro la sede della Tirrenia di Cagliari ed un traliccio dell’Enel, tra il 1979 e l’81, avevano messo il FIS – ma non solo questo – nel mirino delle forze dell’ordine. Alla fine del 1982 vengono arrestati tre componenti del FIS (tra cui Bainzu Piliu) ed alcuni appartenenti al PSd’Az (tra cui Doddore Meloni e Oreste Pili). Erano accusati degli attentati dinamitardi, di aver cospirato per tentare una insurrezione armata e mettere a repentaglio l’unità nazionale in collusione con un esponente libico. Nel corso dei vari gradi del processo non emersero responsabilità materiali a carico di Piliu, ma era indubbio il suo ruolo di ideologo dell’indipendentismo sardo e, secondo i giudici, anche quello di ispiratore degli irredentisti. Condannato, Piliu sconterà una pena di 4 anni (parte ai domiciliari e parte nelle carceri di Cagliari e Sassari, sempre in una cella n° 21), ma non interromperà mai il suo impegno politico, sempre volto all’idea di una Sardegna indipendente, perfettamente integrata nel panorama europeo e mondiale, mai più succube dello straniero.

Dopo il FIS nacquero diversi partiti indipendentisti, ma l’idea di uno stato sardo indipendente stenta a far breccia nelle menti e nei cuori dei Sardi: quali sono gli argomenti a favore e quali quelli contrari all’indipendenza? È realistico nel 2014 ancora parlare di indipendentismo? Quali errori sono stati commessi dalle formazioni politiche sarde? E, soprattutto, perché la Sardegna dovrebbe diventare uno stato sovrano?
Di questo, della cultura sarda e della vita avventurosa di Piliu si parlerà nella conferenza in programma, con il contributo dell’Assessore comunale alla Cultura Giuseppina Sanna e dei partecipanti al dibattito, aperto a tutti: Presentazione del libro “Cella n° 21” di Bainzu Piliu

Michele Calaresu (coordinatore e moderatore del dibattito)

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