Acqua – Una commissione valuterà l’uscita del Comune di Oristano da Abbanoa.

Acqua - Una commissione valuterà l'uscita del Comune di Oristano da AbbanoaIl Comune di Oristano istituirà una commissione speciale per valutare la possibilità di uscire dalla gestione unica di Abbanoa. Lo ha deciso il Consiglio comunale che ha approvato all’unanimità (23 voti a favore) una mozione presentata dai consiglieri Giuseppe Puddu, Giuliano Uras, Roberto Pisanu e Salvatore Ledda che oltre all’istituzione della commissione impegna il Sindaco e la Giunta a fare le opportune verifiche sui depositi cauzionali richiesti da Abbanoa ai cittadini e a chiederne al gestore idrico di sospendere il pagamento. La mozione, inoltre, impegna il Sindaco e la Giunta a verificare che le tariffe applicate non discrimino i nuclei familiari numerosi.

Giuseppe Puddu (UDC) primo firmatario della mozione ha chiesto chiarezza sulla posizione debitoria di Abbanoa nei confronti del Comune di Oristano e sottolineato l’importanza di una commissione composta da consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza che analizzi nel dettaglio la complessità dei rapporti tra il Comune e il gestore idrico.
Per Massimiliano Sanna (API-FLI) la città si attende un ritorno della gestione al Comune che determinerebbe un miglioramento della gestione e un abbassamento delle tariffe.
Per Giampaolo Lilliu (Per Oristano) occorre garantire il servizio e tariffe eque, superando i troppi disagi legati alla gestione Abbanoa.
Salvatore Ledda (Idee rinnovabili) ha criticato la nascita del nuovo organismo regionale chiamato a sostituire l’Autorità unica d’ambito che “da più potere ai sindaci nel momento in cui Abbanoa è completamente al disastro. Oristano deve fare sentire la sua voce per dare forza al Sindaco di Oristano all’interno degli organismi preposti”.
Stefano Mureddu (Insieme) ha sollevato dubbi sulla capacità del Comune di sostituire Abbanoa nella gestione del servizio idrico.
Giuliano Uras (UDC) ha chiesto al Sindaco un forte impegno personale: “Abbiamo regalato le nostre fonti a una società fallimentare, a un carrozzone inventato da politici poco lungimiranti. Abbiamo ceduto tutte le nostre proprietà, le reti, i pozzi e la fonte di Santulussurgiu. Avevamo un servizio che funzionava giorno e notte, sabati, domeniche e festività comprese. Avevamo tempi di reazione e intervento rapidissimi, cosa che oggi ci scordiamo. Oggi ci ritroviamo con un credito di 6 milioni Euro, un servizio che non funziona e tariffe esagerate. In più con la richiesta inaccettabile di un deposito cauzionale. Si sta negando un servizio primario come l’acqua”.
Andrea Lutzu (PDL) ha ammesso gli errori commessi dalla Giunta Nonnis con l’adesione ad Abbanoa “ma è arrivato il momento di porre rimedio a quegli errori”.

Il Sindaco Tendas ha spiegato che il nuovo ente regionale delle acque darà maggior peso ai comuni che potranno dire la loro sulle tariffe e sulle modalità di funzionamento di Abbanoa: ““Dobbiamo impegnarci perché Abbanoa risponda alle direttive del nuovo ente – ha detto -. Oristano è una delle città che ha avuto il merito di porsi prima di altri il problema dell’acqua, dei pozzi, dell’acquisto delle fonti. Le modifiche normative hanno portato alla condizione attuale ma questo non vuol dire che non dobbiamo rivendicare un servizio più efficiente. L’amministratore di Abbanoa terrà presto un’assemblea pubblica a Oristano per affrontare tutti i problemi come quello della conciliazione delle bollette”.

L’Assessore alla programmazione Giuseppina Uda ha ricordato il forte credito che il Comune vanta nei confronti di Abbanoa e le due cause avviata dall’ente per recuperare dal gestore idrico rispettivamente 4 milioni 225 mila Euro e 203 mila Euro.
“Il servizio non è sicuramente efficiente, il costo del servizio è molto più elevato rispetto a quando lo gestiva direttamente il Comune di Oristano – ha detto l’Assessore Uda -. Detto questo e considerato lo stato di fatto, il contratto con Abbanoa, noi oggi possiamo solo fare delle valutazioni su come procedere. I recenti contatti con l’ATO e con Abbanoa ci fanno ben sperare, ma non possiamo certamente sottrarci alla responsabilità di un’azione che deve essere volta non solo a recuperare i crediti ma anche ad assistere i cittadini che lamentano disservizi. Sull’ipotesi di un ritorno alla gestione comunale dobbiamo considerare che oggi una struttura organizzativa efficiente deve comprendere operai, impiegati, ingegneri, un biologo, figure un tempo assenti e oggi indispensabili. Altro problema sarebbe quello del costo all’ingrosso dell’acqua. Da questi ragionamenti dobbiamo partire per capire se un servizio che anni fa ci appariva efficiente, ma aveva standard diversi, oggi sarebbe sostenibile per il Comune”.

 

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