La Continuità Territoriale Sarda.

I trasporti in Sardegna sono da sempre un neo per l’economia dell’Isola, ma con la crisi economica mondiale che stiamo vivendo, gli speculatori ci marciano sopra ed i trasporti con la Penisola e con tutta l’Europa si fanno sempre più difficoltosi e costosi, complice un Governo,  sia Regionale che Statale, incapace di imporre la sovrana volontà di far applicare le leggi sulla continuità territoriale che garantiscono ai Sardi di potersi spostare verso il continente Europeo, penisola Italia compresa, senza penalizzazioni rispetto al resto delle Regioni Italiane, che usufruiscono dei trasporti veloci di Treno e Autostrada. Inoltre la corretta applicazione della continuità territoriale per la Sardegna, significherebbe un afflusso maggiore di turisti, che nel 2012 ha subito un calo disastroso dovuto ai prezzi improponibili dei traghetti, e significherebbe avere un costo accettabile del trasporto delle merci su ruote.

Alitalia SardegnaMa ripercorriamo le tappe di questi ultimi anni: Dopo il default dell’Alitalia salvata in extremis da un finanziamento dello stato, la compagnia aerea nazionale che garantiva la maggior parte del trasporto aereo da e per la Sardegna, tra varie polemiche e contestazioni, riprende a volare grazie al rinnovato accordo tra ministero, Regione, Enac, Alitalia e Meridiana, siglato a giugno. L’estate del 2012 rimane salva per le tariffe dei voli che non superano i 60 euro per chi è residente, rinviando l’applicazione della tariffa unica a dopo le vacanze estive. Ad Ottobre però Alitalia sembra non volerne sapere di continuare ad applicare le tariffe “ridotte”,  complice il Governo che con la scusa di salvaguardare la compagnia aerea nazionale, copre le violazioni di legge e autorizza di fatto la compagnia a non applicare la proroga della continuità territoriale, negando un diritto alla Sardegna e ai sardi. La convenzione di proroga, infatti era stata firmata da Alitalia l’8 ottobre scorso, 4 giorni dopo una denuncia presentata alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti. Alitalia cancella i voli per la Sardegna, ed un gruppo di commercianti ed emigrati sardi il 27 ottobre occupa Linate, giorno in cui scadono i termini della proroga della continuità, una protesta contro la soppressione di tutti i voli diretti in Sardegna, nella totale impunità della compagnia aerea, che ha praticamente cancellato la continuità territoriale con l’isola. A questo si aggiunge il progetto assurdo di proporre una continuità territoriale differenziata, affossando definitivamente il turismo che insieme alla cancellazione dei voli low-cost sarà ridotto in totale deficit. In questi giorni, invece, Alitalia ci ripensa, e dichiara che vuole tornare a volare su Alghero, rifiutando però gli oneri imposti dalla continuità territoriale, proponendo una riduzione del numero dei voli. Tutte le decisioni vengono rimandate di una decina di giorni, nella speranza di trovare un’intesa che permetta ai Sardi di poter viaggiare almeno in aereo, poiché anche la situazione marittima non è migliore di quella aerea.

Dopo la cessione della Tirrenia al gruppo CIN, seguita da molteplici cambiamenti dovuti all’intervento dell’Antitrust che vedeva la cordata potenzialmente titolare di un monopolio marittimo, per l’Europa inaccettabile, lasciano la Compagnia Italiana di Navigazione due dei maggiori concorrenti del gruppo, Gianluigi Aponte e Manuel Grimaldi aprendo le porte ad altri investitori. Rimane Onorato, patron della Mobylines, e tra varie vicissitudini prende corpo la possibilità di un ingresso della Regione Sardegna tramite la Saremar. Ma a giugno una notizia che pare una beffa, la famosa cordata CIN potrebbe tirarsi indietro, a causa della richiesta dell’Europa di restituire circa 500 milioni di aiuti statali versati per la continuità territoriale della Tirrenia, tale cifra dovrebbe versarla la CIN e non la vecchia compagnia, come per altre versi era successo nel caso Alitalia, quando acquistata dalla CAI, i debiti pregressi erano rimasti a carico dello Stato.

Nuove navi Tirrenia Bonaria e AmsicoraForse giochi di potere, forse un tentativo per spuntare sulle tariffe, non si sa, ma rimane il fatto che la CIN finalmente salpa a Luglio, tra mille contestazioni e polemiche, la continuità territoriale via mare sembra salva, ma così non è, le tariffe annunciate sono elevatissime seppur imposte da un ribasso dell’Antitrust, oltre 700 euro per una famiglia di 4 persone con auto al seguito. L’estate del 2012 riporta una strage di passeggeri nelle nuove navi della Tirrenia, accusando un calo vertiginoso per il turismo della Sardegna, che segna un record negativo, ma i problemi per la nuova compagnia di navigazione non finiscono qui, ad Ottobre l’uscita di Onorato dal gruppo CIN fa tremare i mercati ed il popolo Sardo che teme un ritorno all’oblio senza trasporti, anche se follemente costosi. Vincenzo Onorato esce da Tirrenia ma la compagnia non cambia rotta, nella società marittima sembra non cambiare niente. L’amministratore delegato Ettore Morace, forte delle deleghe in suo possesso, assicura che continuerà il lavoro avviato per attuare il piano industriale.

Ma questo benedetto piano industriale sembrerebbe prevedere un esubero di circa 400 dipendenti, esuberi da sistemare con pensionamenti o con ammortizzatori sociali, poiché i sindacati non accetteranno tagli traumatici, considerando il fatto che proprio CIN aveva asserito di voler far ritornare i Sardi all’antico mestiere di marinai. La CIN però asserisce che ci sono minori prenotazioni, anche online, in particolare per il 2013, ma l’assessore del Turismo Luigi Crisponi smentisce tale voce asserendo che per il momento è impossibile fare prenotazioni per il 2013 sul sito della Tirrenia, mentre lo è invece per la Moby che mette in evidenza già da tempo i posti disponibili per l’anno venturo. Considerato che la Moby dovrebbe essere concorrente della Tirrenia, ma in concreto appartiene ad uno dei proprietari di Compagnia di Navigazione, alla fine dei conti ha avviato circa un mese prima le prenotazioni, ci si chiede in che cosa risieda la tanto sbandierata innovazione di quella Cin che fa il pieno di contributi pubblici e che tipo di concorrenza sia quella che lascia campo libero per un periodo così rilevante ad un’altra società. Lo Stato italiano versa soldi pubblici a una compagnia che poi dà la precedenza ad un’altra, che appartiene a uno dei proprietari della Cin? Il governo della “spending review” però tace, acconsente e lascia che questi signori facciano man bassa di soldi pubblici per dare in cambio un servizio da “scafisti”.

Da puntualizzare un fatto: il D.Lgs. del 10 marzo 1998 n.75, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 7 Aprile 1998 n. 81, istituiva nella nostra Isola le “zone franche” di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme ed Arbatax, con la conseguente abolizione dell’IVA, l’esclusione dei tributi doganali, e l’esclusione delle accise sui carburanti. In 16 anni nessun Governo della Regione Sardegna ha mai ratificato e reso operativo questo decreto, che avrebbe permesso all’Isola di sviluppare economia, di renderci autonomi, di mantenere le aziende straniere che volevano investire invece di costringerle a scappare via o trovare sotterfugi per fare business, come l’Alcoa, Vinyls, Carbosulcis, Eurallumina, Keller ed altre ancora che oggi non si ricordano più.

protesta alcoa portovesme sardegnaIl popolo Sardo attende di sapere quale sarà la sorte che i giochi politici e di potere stanno assegnando all’Isola ed ai suoi abitanti, ma il rischio è che emigrare diventi più costoso che morire di fame e di stenti a casa propria, che possa essere un lusso che solo i figli di papà potranno permettersi, o che si ingeneri una mentalità scafista per cui scappare dalla Sardegna per i Sardi sarà come la fuga verso una terra migliore degli emigranti di colore che affollano i centri di raccolta.

 

 

Piero Cossu.

Trasporti in Sardegna, Viaggio nel Territorio, Prodotti Tipici, Artigianato Sardo

Piero Cossu

Staff del Portale Le vie della Sardegna, responsabile della Rubrica di Piero.

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