Settimana Santa ad Alghero informazioni storiche e turistiche su questo Evento molto sentito dalla popolazione locale.

Un omaggio a Gaudí caratterizzerà l’atmosfera della Settimana Santa 2015 a l’Alguer. Il Centro Storico riannoderà i fili con la Catalogna grazie all’arte di Pinuccio Sciola, l’artista inventore delle pietre sonore che realizzerà una mostra ed installazioni nel Centro Storico.Un omaggio a Gaudí caratterizzerà l’atmosfera della Settimana Santa 2015 a l’Alguer. Il Centro Storico riannoderà i fili con la Catalogna grazie all’arte di Pinuccio Sciola, l’artista inventore delle pietre sonore che realizzerà una mostra ed installazioni nel Centro Storico.

Un omaggio a Gaudí caratterizzerà l’atmosfera della Settimana Santa 2015 a l’Alguer. Il Centro Storico riannoderà i fili con la Catalogna grazie all’arte di Pinuccio Sciola, l’artista inventore delle pietre sonore e promotore della cultura sarda nel mondo. Non solo il suono magico del calcare lavorato fino a parlare in musica: lo scultore di San Sperate realizzerà una serie di installazioni dedicate al grande architetto catalano e alla sua opera più rappresentativa, la Sagrada Família. Installazioni nella città murata e una mostra, Omaggio a Gaudí, che aprirà i battenti il 27 marzo 2015 nella Torre di San Giovanni. “Abbiamo voluto arricchire i riti religiosi con eventi culturali di qualità – ha detto oggi l’Assessore alla Cultura Gabriella Esposito nel corso della conferenza stampa di presentazione della Settimana Santa – e con la scelta di Pinuccio Sciola e della sua arte siamo certi di aver accresciuto l’attrattiva di un evento così fortemente legato alla fede e tradizione popolare”. Sciola, che ha dato saggio delle qualità musicali delle sue pietre, si è detto “onorato di far parte di un evento di tale forza evocativa, che richiama fortemente all’identità catalana di un luogo unico come Alghero”.

Settimana Santa ad AlgheroSettimana Santa ad Alghero

I Riti della Settimana Santa di Alghero coinvolgono numerose confraternite sia italiane che catalane e sono organizzati dalla Confraternita della Misericordia, detta anche dei Germans Blancs, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. Al centro dei festeggiamenti è un simulacro seicentesco in legno del Crocifisso, Lo Sant Crist de la Misericòrdia, custodito dalla Confraternita del Gonfalone nella chiesa della Misericordia. Le celebrazioni prendono il via con la Processione dell’Addolorata che ha luogo nel tardo pomeriggio, verso l’imbrunire del Venerdì di Passione. Alla luce delle fiaccole rosse dette farols, portate dalle donne, il simulacro della Vergine dei Sette Dolori si muove dalla chiesa di San Francesco per le vie del centro storico. Dell’immagine della Vergine Addolorata si conservano ad Alghero, in differenti chiese, quattro copie utilizzate in cerimonie diverse.
Il
Martedì Santo ha luogo la Processò dels Misteris (la Processione dei Misteri) che parte dalla chiesa di San Francesco e si dirige verso la cattedrale di Santa Maria accompagnando le sei statue, portate a spalla, che rappresentano i momenti più significativi della Passione di Cristo e che coincidono con i cinque misteri dolorosi del Rosario. Queste statue rappresentano nell’ordine: Gesù nell’orto degli ulivi, la flagellazione, l’incoronazione di spine, Gesù che porta il fardello della Croce, il Cristo Crocifisso e, infine, chiude il corteo Maria Addolorata.
Le celebrazioni proseguono il
Giovedì Santo con le due cerimonie de Las Cerques e dell’Arboramento. La prima di queste processioni, quella de Las Cerques, muove dalla chiesa della Misericordia, sede della Confraternita, portando una piccola statua di Nostra Signora dei Sette Dolori che, vagando di chiesa in chiesa, cerca disperatamente il figlio. La ricerca non dà alcun esito e così la processione tristemente riaccompagna alla chiesa della Misericordia la Madonna (sino alla metà del Novecento la processione partiva e si concludeva nell’antica chiesa del Rosario ora sede del Museo Diocesano). Concluso il rito de las cerques dalla stessa chiesa parte il Santcristus accompagnato in una lunga, sommessa e suggestiva processione che termina in cattedrale per il Rito dell’Arborament (termine in cui si opera una sorta di sintesi popolare fra l’espressione biblica e liturgica arbor crucis e il termine arborar utilizzato dai marinai algheresi per indicare l’azione di issare le vele). Il Santcristus giunge in cattedrale per la solenne cerimonia dell’innalzamento sulla croce ad opera dei confratelli della Misericordia. Da quel momento, e per tutta la giornata successiva, il Cristo in Croce, vegliato a turno dai confratelli, è venerato da una folla di fedeli che gli sosta accanto in mesto raccoglimento.
La celebrazione del
Venerdì Santo ha inizio verso le otto di sera dopo l’adorazione della Croce che viene detta popolarmente la Missa Fugi Fugi e si svolge in cattedrale. Un corteo diretto alla chiesa di Santa Maria, muovendosi dalla chiesa della Misericordia e procedendo lungo le viuzze della città vecchia, porta oltre agli strumenti che occorrono per schiodare Gesù dalla Croce (tenaglie e martello) anche le scale su cui saliranno due dei quattro barons per effettuare l’opera. Questi, anticamente scelti solo fra i cittadini nobili o laureati, ora fra i confratelli della Misericordia, impersonano Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea. Sfilano in questa processione anche le statue di San Giovanni e dell’Addolorata che accompagnano la bara in cui verrà deposto il corpo di Cristo, mirabile opera in stile barocco interamente decorata in oro zecchino, chiamata dalla popolazione bressol (culla). Il momento più intenso e drammatico di questa giornata e di tutta la Settimana Santa è il rito del Desclavament, con il quale ogni anno la collettività rivive il doloroso momento della depositio. Il rito inizia non appena la processione entra in cattedrale ed ogni personaggio della sacra rappresentazione si colloca al suo posto. Il predicatore dà l’incipit ad un sermone che fino a non molti anni fa utilizzava l’antica lingua della città; questo rievoca con ritmo cadenzato la vita di Gesù soffermandosi sui eventi salienti della Passione, fino a giungere al momento culminante della celebrazione, quello della deposizione. Si avvia quindi la processione durante la quale il simulacro è portato, con tutti i simboli della Passione, lungo le vie della città illuminata dai farols e dalle luci dei lampioni che per l’occasione vengono ricoperti da un drappo rosso. Il rito si conclude a notte fonda nell’oratorio della Misericordia.
Nella mattina della Domenica di Pasqua, intorno alle dieci, si assiste all’Incontro fra le due statue del Cristo Risorto e della Madonna Gloriosa. Contemporaneamente dalle chiese di San Francesco e della Misericordia escono due distinte processioni che accompagnano, rispettivamente, la Vergine e il Cristo Trionfante. Queste si incontrano fra la folla festante, gli spari a salve dei fucili e dei mortaretti e, in segno di gloria, il suono festoso delle campane di tutte le chiese. Le due statue si inchinano l’una all’altra e le due processioni si fondono in una, proseguendo per un breve itinerario accompagnate dalle corporazioni di arti e mestieri (gremi) con i loro vessilli. Successivamente le due statue rientrano alla Misericordia, dove si celebra la Messa pasquale in lingua catalana e avviene la distribuzione del pane benedetto.

Storia dell’evento I Riti della Settimana Santa, risalenti molto probabilmente alla fine del XVI secolo, si collocano nel periodo della riforma cattolica. La Confraternita di Nostra Signora della Misericordia (Confraria dels Germans Blancs), affonda le proprie origini nel movimento penitenziale dei Disciplinati Bianchi. Unita all’Arciconfraternita del Gonfalone, in principio aveva il compito di raccogliere le elemosine per la redenzione dei cristiani ridotti in schiavitù dai corsari barbareschi. Intorno alla metà del Seicento la Confraternita decise di costruire l’oratorio della Misericordia, all’interno del quale verrà custodito il simulacro seicentesco del Crocifisso. Ancora oggi la Settima Santa di Alghero è un evento molto sentito dalla popolazione, oltre che un momento di forte richiamo turistico in quanto attira fedeli e turisti da ogni parte della Sardegna e dalle comunità catalane della Spagna.

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