“Sardegna terra di giganti” (le scoperte di Monte Prama) – Conferenza al Museo Sa Corona Arrubia sabato 6 dicembre 2014.

Archeologia in Sardegna. "Sardegna terra di giganti" (le scoperte di Monte Prama) - Conferenza al Museo Sa Corona Arrubia sabato 6 dicembre 2014.Sabato 6 dicembre alle ore 9.30, nel Museo Naturalistico del Territorio “G.Pusceddu”, è in programma la conferenza “Sardegna terra di Giganti” (le scoperte di Monte Prama) a cura del prof. Gaetano Ranieri, docente di Geofisica applicata all’Università di Cagliari, con il professore di Storia e archeologia del Mediterraneo antico dell’ateneo di Sassari Raimondo Zucca. Interverranno per i saluti ufficiali: Egidio Cadau (Presidente Consorzio Sa Corona Arrubia), Pier Sandro Scano (Presidente Unione dei Comuni Marmilla), Pasquale Ruggero (Presidente del R.C Sanluri per i Club presenti). Coordina i lavori Paolo Sirena (Direttore del Museo Sa Corona Arrubia).

L’evento è promosso dal Consorzio Turistico della Marmilla – Sa Corona Arrubia ed i Rotary Club di: Sanluri Medio Campidano – IglesiasSiniscolaCarboniaQuartu S.Elena – Sedilo

Marghine Centro Sardegna – Thiesi Bonorva – Pozzomaggiore – Oristano – Senorbì Trexenta.

"Sardegna terra di giganti" (le scoperte di Monte Prama) - Conferenza al Museo Sa Corona Arrubia sabato 6 dicembre 2014.Dopo quaranta anni Monte Prama, una collinetta che guarda gli stagni di Cabras, torna a sorridere!

Non ci sono più le palme che danno il nome al luogo, non ci sono più i giganti, trasportati addirittura in due musei. Torna però l’interesse e l’attività di scavo grazie agli studi dell’intera area eseguita con le più moderne tecnologie e con l’analisi dettagliata del paesaggio archeologico.

Già dieci mesi prima dell’inaugurazione dei musei un favoloso strumento di cui si avvale l’Università di Cagliari e il team di Geofisica Applicata guidato dal Prof. Ranieri aveva consentito una descrizione affascinante del sottosuolo. Come appariva logico non solo una necropoli isolata quindi, ma un vero e proprio eldorado degli archeologi.

Occorreva però la conferma con saggi selettivi; conferma che è arrivata puntualmente quando si è deciso di aprire nuovamente l’area già scavata, in stato di completo abbandono, prima alla ricerca geofisica e successivamente a veri e propri scavi da parte di un equipe di grande professionalità, guidata dal Prof. Raimondo Zucca. I risultati sono stati impressionanti. Le ”anomalie” geofisiche sono state verificate nella maggior parte dei casi al centimetro .

Dopo circa 40 giorni trascorsi a pulire l’area, a regolarizzarla, ad acquisire nuove forze di lavoro ecco i primi risultati In appena 144 metri quadrati di scavo sono stati rinvenuti numerosi blocchi di pietra calcarea, due betili grandiosi, otto tombe, tantissimi modelli di nuraghe, piedi calzati e …due giganti praticamente interi. E’ stata avviata quella che potremo definire la “nuova archeologia”, fatta di incontri quotidiani tra geofisici e archeologi, di discussioni e di scavi in diretta e di interpretazione all’istante. Il futuro ora è roseo. Basta volerlo.

Prof. Gaetano Ranieri- docente di Geofisica applicata all’Università di Cagliari

Prof. Raimondo Zucca- professore di Storia e archeologia del Mediterraneo antico dell’ateneo di Sassari.

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