Personale di Ielmo Cara “I Volti della Memoria” Dal 27 giugno al 27 luglio 2014 Museo naturalistico del territorio “G. Pusceddu”

Arte52
“I VOLTI DELLA MEMORIA”
Personale di Ielmo Cara
Dal 27 giugno al 27 luglio 2014
Museo naturalistico del territorio “G. Pusceddu”
Strada Lunamatrona-Collinas

Sa Corona Arrubia Museo Sa Corona Arrubia Museo Naturalistico del Territorio G. Pusceddu

Le immagini artistiche offrono una chiave di lettura efficace per la ricostruzione e l’interpretazione della storia. La creazione della memoria è infatti una delle tematiche più rilevanti con cui gli artisti spesso si confrontano. La produzione artistica di Ielmo Cara, decano tra i pittori del Sulcis, si caratterizza per l’ attenzione al passato e alle scene di vita quotidiana del proprio territorio di appartenenza. Interessato al racconto di fatti e alla rappresentazione di momenti della storia sociale, egli apporta un notevole contributo alla diffusione della memoria collettiva. Minatori, attrezzi e ambienti rurali raccontano attraverso la tecnica del monotipo, i profondi mutamenti socio-culturali, economici e paesaggistici che investirono la Sardegna con lo sviluppo dell’attività estrattiva.

L’inaugurazione della personale “I VOLTI DELLA MEMORIA” si terrà venerdì 27 giugno alle ore 19 presso il Museo Naturalistico del Territorio “G. Pusceddu” e si potrà visitare fino al 27 luglio 2014. Alla vernice si accompagnerà la conclusione della personale “AGORAPHOBIA”- ESCAPE FROM THE CITY di Matteo Campulla.

Personale di Ielmo Cara “I Volti della Memoria” Dal 27 giugno al 27 luglio 2014 Museo naturalistico del territorio “G. Pusceddu”

TESTO CRITICO
L’artista Ielmo Cara propone una collezione di opere realizzate con la tecnica “monotipo” che si svolge mediante la stampa in un’unica copia di un disegno a chiaroscuro, eseguito su una lastra metallica con inchiostro calcografico e trasportato su carta mediante pressione. Le sue opere portano a tema paesaggi rurali della Sardegna come documenti di luoghi di vita antica e di invito alla memoria di un tempo che appare remoto, piegato sempre più dal distendersi dalla modernità. Una rappresentazione di case, medaus e arcaici attrezzi di lavoro come vivide testimonianze di una storia ancora recente, che evocano negli anziani le suggestioni della nostalgia e raccontano alle nuove generazioni modi di un’esistenza da sempre vocata al sacrificio.
In apparente contrasto con tale rappresentazione, l’artista propone alcune altre immagini dei luoghi e degli uomini di miniera, protagonisti di una vicenda umana e sociale dalle straordinarie novità, segnate dalla modifica dei caratteri della vita preesistente dal rapporto con il tempo e la natura, dal mutamento di principi economici e delle relazioni sociali e culturali. Ad agire da filo connettivo fra i due mondi, sono le espressioni del comune sacrificio, tanto nella vita di campagna, che in quella di miniera.
Il senso intimo e profondo delle opere lo si interpreta, così, nella materializzazione dell’idea del sacrificio. L’autore non è dovuto ricorrere all’immaginazione, perché tutta la sua migliore arte è segnata dall’identità con l’esperienza vissuta intensamente nei luoghi delle sue rappresentazioni e , in questa maniera, intende mantenere sempre attuale la memoria di un tempo che tanta parte ha avuto nelle vicende delle genti di Sardegna.

Antonello Dessì –Critico d’arte

Museo Sa Corona Arrubia
Tel. 070/9341009 Fax 070/9341135
http://www.sacoronarrubia.it/

 

 

 

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