Personale di Antonella Guidi dal 2 maggio al 2 giugno Museo naturalistico del territorio “G. Pusceddu” strada Lunamatrona-Collinas 2014.

Arte52
“HOMINES”
Personale di Antonella Guidi
Dal 2 maggio al 2 giugno 2014
Museo naturalistico del territorio “G. Pusceddu”
Strada Lunamatrona-Collinas snc  Info 070 9341009

Arte52 “HOMINES” Personale di Antonella Guidi Dal 2 maggio al 2 giugno 2014 Museo naturalistico del territorio “G. Pusceddu” Strada Lunamatrona-Collinas

Biografia di Antonella Guidi
Antonella Guidi nasce a Cervia e definisce la sua formazione accademica presso l’Istituto Statale d’Arte per il Mosaico Gino Severini di Ravenna. Lavora come mosaicista e ceramista per poi intraprendere gli studi e la ricerca nel campo dell’arte del riciclo e nella decorazione. La sua produzione artistica spazia in vari ambiti e produce opere plastiche, grafiche e pittoriche, sperimentando tecniche e materiali per proporre moduli e lavori basati sulla riproducibilità. Ha uno spiccato interesse per l’arte decorativa, dal 2012 collabora con Wall & Decò, azienda internazionale che riproduce opere d’arte in grandi formati su carta da parati e per le illustrazioni di libri fantasy e la scrittura. Pubblica racconti brevi con le Edizioni Sì, Edizioni Ensamble e Youthless Fantine. Si occupa di moda con particolare interesse per gli accessori e produce diverse collezioni di gioielli e di accessori in stoffa, in pelle, in ceramica e in materiali bio. Gli studi condotti sui materiali e sulle sperimentazioni legate al riciclo e al green evidenziano una produzione di opere con la prevalenza della carta, documentate anche nei cataloghi L’Altra Faccia del Macero 2008 -2010 di Comieco (Consorzio Nazionale recupero materiali cellulosici). Le opere con le diverse tecniche sono state esposte in mostre, sia individuali che collettive, in Italia: ai Magazzini del sale a Cervia, alla Ex Pescheria di Cesenatico, Ex Pescheria di Longiano, nella Sala Artemisia a Cervia. Dal 2006 inizia una collaborazione artistica con il design Angelo Grassi e nella sua galleria a Fabbrica, Gambettola FC, partecipa a diverse collettive tra le quali Usi e Riusi, poi a Bologna con una personale al Salone del Naturale, al Cinema Astra, a Cervia, sempre con una personale, dedicata al riciclo. Negli ultimi anni ha partecipato alle collettive internazionali “Erranti” a Fabbrica, in Emilia Romagna, realizzate da B&BArt Museo di Arte Contemporanea. Dal 20 aprile al 31 maggio 2014, nello stesso museo, in Sardegna, propone la personale “Dettagli da Guardare” a cura di Bianca Laura Petretto. Per Antonella Guidi, l’alimentazione naturale vegetariana (ha curato per le Edizioni Sì Miti e realtà nell’alimentazione umana, una raccolta di scritti di Armando D’Elia, pioniere dell’alimentazione vegetariana) è un campo di interesse che si coniuga con i principi della salute e della bellezza e applica queste discipline alimentari e salutiste, anche a diverse espressioni dell’arte. Da questa primavera ha deciso di vivere nell’isola di Sardegna presso il B&Bart Museo di arte contemporanea a Collinas, per proporre work e seminari, residenze e percorsi sull’arte e sulla natura e soprattutto per trovare nuovi spunti artistici e rinnovate capacità espressive in armonia con lo spazio e il territorio.

HOMINES ANTONELLA GUIDI di Bianca Laura Petretto
Lavora meticolosamente alle forme piccole con materiali e tecniche differenti. Ama creare oggetti, dimensioni e visioni come fossero gioielli, custoditi in scrigni immaginari. Antonella Guidi è un’artista che studia, sperimenta, usa l’arte per fare. Colleziona storie e immagini per poi accostarle. Esiste un rapporto stretto con Hans Peter Feldmann, artista tedesco che ha lavorato a lungo sul tema del multiplo e del libro d’artista, con gli oggetti ordinari.
Feldmann si occupa di riproducibilità e teorizza sull’unicità dell’opera contemporanea. Antonella Guidi sposa la logica dell’offerta infinita, rifiutando l’opera come icona. Il volto, che rappresenta in modo ossessivo, è uno stilema riproducibile e unico, conserva la storia e il vissuto, esprime l’emozione, le sensazioni che mutano. Usa i colori primari e il tratto deciso, per evidenziare il contorno, di un viso, di un corpo, di un rapporto. Nell’artista, la produzione dell’opera comprende la carta di giornale, i materiali di scarto riciclati, la ceramica, le pitture e la grafica. Si tratta di piccole opere che si moltiplicano e generano la complessità di un tableau. Sconfina nella decorazione da parati, per trovare una collocazione, un argine espressivo, quasi a voler forzatamente custodire il caos. Nella mostra “Borderline” realizzata a Ravenna nel 2013, che ha esplorato l’esperienza artistica, al di là di categorie stabilite nell’ultimo secolo, tra artisti ufficiali e autori outstiders, Antonella Guidi ha trovato motivo di incontro con la sua ricerca. L’esperienza del folle, diviene esperienza condivisa, un’area della creatività “mobile”. Non luoghi appartati e discriminanti, ma luoghi per spiriti erranti, speculativi. Per questo, nell’opera di Antonella Guidi, è inevitabile il riferimento a Jean-Michel Basquiat e a Keith Haring. I suoi graffiti ingenui, rimandano al movimento del graffitismo statunitense che ha dato dignità all’arte metropolitana. Spesso, Antonella Guidi parla di rigore, di impegno, di costante applicazione che l’artigiano dell’arte custodisce come strumenti, tra gli attrezzi.
Nella sua produzione in ceramica, esiste la necessità di unire la materia grezza con l’oro e con una lavorazione sottile e ricercata, ma al contempo, la creazione preziosa, diviene fragile. Vi è nell’artista, la determinazione di affidare al caso la durata dell’opera, con la consapevolezza che la materia si distrugge. Per questo, le sue sculture, i suoi oggetti riproducibili, divengono unici, in quanto precari. Nelle opere di Antonella Guidi, si legge Il concetto di Art brut inventato da Jean Dubuffet nel 1945, che guarda all’opera d’arte nascente, non influenzata dalle culture artistiche, ma spontanea. Le opere plastiche, bidimensionali e tridimensionali di Antonella Guidi, contengono il rigore e la conoscenza della tecnica ossessiva e costrittiva. Le griglie dichiarate, le catene simboliche e reali dei moduli dipinti e plasmati, divengono lo spazio per generare segni spontanei, senza riflessioni, autentici. Trasportano, come nel giardino di Niki de Saint Phalle, gioie, immagini, entusiasmo, ossessioni e storie. Antonella Guidi usa le sue prigioni, linee e formule chiuse, reti e maglie cariche di alchimie, regole, significati, per rifiutare le norme estetiche, per lasciar fluire la follia, unica possibilità di comunicazione libera. Nella citazione di Jean Dubuffet “l’art ne vient pas se coucher dans les lits qu’on a faits pour lui” Antonella Guidi si riconosce e nel viaggio artistico, ha seguito la sua inclinazione, approdando nell’isola di Sardegna. Abbandonando la Romagna ora vive in una casa antica di pietra, che è anche un museo di arte contemporanea, luogo di transito per viaggiatori, a Collinas, un paese di appena 900 abitanti immerso nella natura. Per l’artista, non vi è niente di più stabile di un “sentire precario”, dove ogni giorno, scopre il piccolo e il grande di un unico universo, in Homines che guardano, registrano, vivono e sono osservati a loro volta. Le sue opere sono ritratti veri e immaginari di Homines, guerrieri e poeti, musicisti e cantastorie, janas, dee madri, replicanti di vite originali e uniche, espedienti per scoprire graffiti rupestri primitivi, domus e tombe di giganti, luoghi sacri e vibrazioni solitarie. Un libro d’artista, quello di Antonella Guidi, ricco di appunti, con le immagini di figure stilizzate, ispirate alle donne di Modigliani, alla terra delle ceramiche preistoriche, un canovaccio di ricerca e di sperimentazione continua. “Tutto quello che sono – racconta l’artista – passa attraverso le mani, il cuore, la testa, la leggerezza e la pesantezza. Se non avessi le mani mi ucciderei”. Il libro è aperto sulla pagina del fare, mentre lei, Antonella Guidi, ascolta il silenzio denso e rarefatto che traspira dalle colline e dagli altipiani basaltici di “Sa Corona Arrubia”, nel disincanto del mutamento.

Villanovaforru, Sa Corona Arrubia, 2 Maggio 2014

Bianca Laura Petretto

Museo Sa Corona Arrubia
Tel. 070/9341009 Fax 070/9341135
www.museocoronarrubia.it

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