A Palazzo degli Scolopi sette ceramiche sulla storia e le tradizioni di Oristano

Da ieri sette pannelli in ceramica sulla storia e la cultura della città abbelliscono l’ingresso del Palazzo degli Scolopi, sede del Comune di Oristano.

ceramiche a palazzo scolopi-oristano

Li hanno realizzati gli studenti del Liceo artistico Carlo Contini e da ieri sono patrimonio della città, in esposizione negli androni del Municipio, grazie a un accordo tra la dirigenza scolastica e il Comune di Oristano.

Si tratta di 7 pannelli realizzati dagli studenti del corso di ceramica nel 2009/2010, precisano gli Assessori alla Cultura e all’Artigianato Massimiliano Sanna e Pupa Tarantini. Già nel 2013 il Consiglio comunale aveva approvato una mozione del consigliere Falconi per abbellire il centro cittadino con opere ceramiche. Oggi, grazie all’accordo con la dirigenza della scuola, rendiamo più accogliente il Palazzo degli Scolopi con opere ispirate ai simboli più importanti della città: da Eleonora d’Arborea alla Sartiglia, dalla storia Giudicale al rapporto della città con le autorità religiose.

Le sette opere sono intitolate:

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  1. Oristano e dintorni;
  2. Due cavalieri con stendardo;
  3. Eleonora e la sua corte;
  4. Eleonora con l’Arcivescovo;
  5. la “Sartiglia” di Oristano;
  6. la “Sartiglia” di Oristano;
  7. Oristano nel periodo giudicale.

Sono opere dall’alto valore culturale e artistico, che uniscono la tradizione ceramica della città ai simboli che più rappresentano la storia della nostra comunità, proseguono gli assessori Tarantini e Sanna. L’esposizione nella sede storica del Municipio, a Palazzo degli Scolopi, è provvisoria e costituisce un tassello in più nell’opera di valorizzazione della nostra ceramica e della nostra storia che il Comune di Oristano promuove da anni. A breve le sette ceramiche troveranno sistemazione nelle vie e nelle piazze della città.

 

ceramiche a palazzo scolopiL’opera dedicata alla Sartiglia, un cavaliere su un cavallo, è stata realizzata con la tecnica del Tangram, un antichissimo “gioco” proveniente dalla Cina.

Il Tangram consiste nella scomposizione di un quadrato in sette parti (moduli – figure geometriche) chiamate Tan: cinque triangoli rettangoli isosceli di cui due grandi, due piccoli e uno medio, un quadrato e un parallelogramma. Lo scopo è quello di creare delle immagini con tutte le sette forme a disposizione, né di più né di meno, senza sovrapporle anche parzialmente una sull’altra.

L’idea di rappresentare la figura emblematica de su Componidori è venuta ad uno studente appassionato di Sartiglia che, partendo dal manifesto della Sartiglia del 2000, con Carlo Pau in sella al cavallo Saul che si impenna, ha lavorato alla realizzazione dell’opera.

L’unico elemento aggiunto, estraneo al Tangram, è il cilindro, ma questa trasgressione è giustificata come elemento accessorio caratteristico de su Componidori, così come “su stoccu”.

L’opera è stata realizzata dagli alunni della Classe III sezione B, indirizzo Design del legno e arredamento e gli alunni della Classe I sezione C, a cura del professor Pier Giorgio Meli.

 

 

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