Museo naturalistico del territorio “G. Pusceddu” Arte52 “Bianche di nuovo, in maggio, di voluttuosa dolcezza” Personale di Angelo Liberati dal 18 aprile al 18 maggio 2014.

Museo Sa Corona Arrubia Arte52 “Bianche di nuovo in maggio di voluttuosa dolcezza”  Personale di Angelo Liberati  Dal 18 aprile al 18 maggio 2014

Arte52
“Bianche di nuovo, in maggio, di voluttuosa dolcezza”
Poesia, Musica e Cinema nelle Opere di Angelo Liberati
Personale di Angelo Liberati
Dal 18 aprile al 18 maggio 2014
Museo del Territorio, strada Lunamatrona-Collinas, snc, Info 070 9341009

Il progetto Arte52 persegue con costanza e impegno il proprio obiettivo: offrire la possibilità di conoscere, a chiunque ne abbia il desiderio e la curiosità, l’alta qualità della produzione artistica sarda contemporanea. Le diverse esposizioni, della durata di un mese ciascuna e con una nuova inaugurazione ogni venerdì, esprimono gli aspetti e le tecniche più svariate del mondo dell’arte come si presenta oggi in Sardegna. Il quattordicesimo appuntamento vede un “ritorno di fiamma” per un artista col quale il Consorzio Sa Corona Arrùbia, in passato, ebbe una collaborazione proficua ed appassionata: Angelo Liberati che nel 2003 inaugurò la Galleria degli Artisti Contemporanei del Museo con la mostra “Notizie dal Pianeta”. L’inaugurazione della personale “Bianche di nuovo, in maggio, di voluttuosa dolcezza” si terrà venerdì 18 aprile alle ore 18 presso il Museo Naturalistico del Territorio “G. Pusceddu”, l’esposizione si potrà visitare fino al 18 maggio 2014.

Bianche di nuovo, in maggio, di voluttuosa dolcezza*.
Poesia, Musica e Cinema nelle opere di Angelo Liberati
La Pop Art trasfigura nell’arte ciò che tutti conosciamo: gli oggetti e le icone dell’esperienza culturale collettiva, il bagaglio ordinario della mentalità collettiva in un particolare momento storico. Il pop celebra gli oggetti più normali della vita più normale: corn flakes, zuppa in barattolo, saponette, stelle del cinema, fumetti. E attraverso i processi di trasfigurazione conferisce loro un che di trascendentale. (A. Danto, 1997). L’area di contatto era la cultura urbana di massa: cinema, pubblicità, fantascienza, musica popolare. Non sentivamo per la cultura commerciale quel senso di repulsione che era la regola per la maggior parte degli intellettuali; l’accettavamo come un fatto, ne discutevamo i dettagli, la consumavamo con entusiasmo. (L. Alloway, 1985). La Pop Art, dunque, non è arte popolare ma della società contemporanea; gli oggetti, le immagini che invadono la nostra vita quotidiana (fumetti, reclame pubblicitarie, manifesti di film), le opere d’arte del passato che fanno parte del nostro patrimonio culturale, sono i protagonisti della sua produzione artistica. È mitologia quotidiana, è riflessione, spesso gioiosa e positiva, altre volte polemica e disincantata, nel mostrare l’Uomo, schiavo del consumismo e dell’uniformazione del pensiero, la mercificazione del corpo femminile, le ingiustizie sociali, gli orrori delle guerre. Gli artisti della Pop Art sono stati definiti cantori della vita moderna ed è una metafora che descrive compiutamente anche Angelo Liberati.  L’Opera di Liberati affonda le sue radici nella giovanile ammirazione per Renato Guttuso e si evolve nutrendosi del fervido dibattito artistico che si svolgeva nelle Gallerie d’Arte romane, a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, cui si aggiunge la meditazione profonda sulla contemporanea produzione artistica: dal realismo di Silvio Benedetto alla riflessione esistenzialista di Renzo Vespignani, dalla spiritualità di Mark Rothko alla sperimentazione polimaterica del New Dada di Robert Rauschenberg, dalla Pop Art alla poetica dell’affichages e del décollage del Nouveau Réalisme di Mimmo Rotella.  Questa mostra è una summa della Sua poetica, offre al visitatore la preziosa occasione di dare all’anima un angolo di pace dove la poesia e la bellezza delle immagini sono protagoniste. Il percorso prende l’avvio con le diciassette carte del Cantico dei Cantici, il Cantico sublime.  Poema per eccellenza, sacro per Ebrei e Cristiani, inusuale nella sua provocante ed erotica sensualità, sublimato, dalla speculazione filosofica e teologica cristiana, a metafora dell’Amore divino, della Chiesa, della purezza dell’amore di Maria per il Figlio. Nella rilettura del Maestro la citazione scritta si fonde con la delicatezza dei colori, con la carnalità che non tradisce la poesia, con la corposità dei fiori e dei frutti che portano con sé la colta e oscura simbologia dell’Arte medioevale e moderna. L’omaggio alla Poesia continua con le tredici grafiche ispirate ai carmi di Catullo e con le tempere, matite e pastelli su carta dedicati a T.S. Eliot, Garcia Lorca, Eugenio Montale, Giordano Bruno. Lo sguardo si volge, poi, al Cinema, ponendo l’accento sull’attualità del pensiero di Bernardo Bertolucci, Michelangelo Antonioni, Luchino Visconti e Marco Ferreri, amati, rivisti, ripensati, omaggiati con le locandine e le immagini, specialmente da Zabriskie Point, Professione Reporter, Ultimo tango a Parigi, Il Gattopardo, Ciao maschio.
Infine, la Musica di Bob Dylan, Leonard Cohen e Brian Eno.
La passione, il coinvolgimento intellettuale e umano di Angelo Liberati emergono prepotenti attraverso il magistrale dominio delle diverse tecniche artistiche, utilizzate su legno, tela, cartone, cartoncino, lastre metalliche, forex e medium density. In alcune opere Luce e Colore – a tratti corposo, materico, dato con un gesto intenso, istintivo e passionale – sono protagonisti quasi assoluti oppure complemento di paesaggi e figure. In altre, collage, transfer drawing, décollage, litografie, serigrafie, acqueforti e acquetinte, interagiscono con veline – dense di colle e colore, sapientemente piegate, increspate, a rendere diversi piani spazio-temporali -, colori (oli o acrilici, smalti, inchiostri, pastelli e matite), ritagli di riviste, cartoni.
Attori, stelle del cinema – Sophia Loren, Brigitte Bardot, Jessica Lange, Marilyn Monroe, Claudia Cardinale – protagonisti della politica mondiale, vivono insieme alle creazioni di Piero della Francesca, Correggio, Rembrandt, Caravaggio, Bernini, Guercino; li sentiamo familiari, poiché sono parte del nostro patrimonio visivo. Accanto ad essi, misteriosi visi e corpi di donne, bellissime e sensuali.
Guerra, morte, eros, cinema, canzoni, poesia e Arte, questa è l’essenza della vita cantata da Angelo Liberati.

Silvia Ledda, Aprile 2014

*Da T.S.Eliot, Little Gidding, 1942.

 

Ufficio di Coordinamento Museo Sa Corona Arrubia
Tel. 070/9341009 Fax 070/9341135
http://www.sacoronarrubia.it/

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