Massimiliano Rosa racconta “Ingurtosu”

Ingurtosu.

Arbus, miniera di IngurtosuLa sirena del pozzo Gal faceva tremare le valli sconquassate dell’ingurtiossu, luogo d’avvoltoi ogni volta che trillava.
Cupa.
La mia nonna trasecolava in casa,
ogni qualvolta avvertiva quel richiamo,
presagio di sciagure.
Il paesetto minerario era un piccolo gioiello in stile liberty coloniale: il maestoso palazzo della direzione con l’arco di pietra e le finestre gotiche, che tutti chiamavano il castello,
lo sormontava.
Buffo.
Un palazzo British in mezzo agli agavi.
L’ampia scalinata di granito chiaro conduceva alla chiesetta gentile dedicata alla protettrice dei minatori, santa Barbara, attorniata da maestosi ombrelli di pini marittimi
che si stagliavano all’orizzonte.
Il piccolo ospedale sempre in stile coloniale pareva un avamposto futurista di efficienza.
Le case dei minatori invece erano allineate come pettini su di un comò o attorcigliate
come girelle su se stesse lungo i fianchi delle montagne, sviscerate dai fornelli minerari.
I cortili brulicavano di vita:
bimbi giocosi,
animali nelle aie,
donne al lavatoio intente a stropicciare i panni o a ramazzare gli usci delle case.
Ingurtosu, laveria BrasseyPoche le attrazioni tra quei cumuli di scorie rosse e fanghi ferrosi,
veleno per chi ne respirava le polveri.
Gli oleandri allineati aggraziavano i viali polverosi: rossi rosa bianchi si alternavano al giallo
macchia delle ginestre e delle Matzigusas.
Sembrava un eldorado quel posto: per chi non era abituato ad avere la tessera per la mensa o per fare la spesa allo spaccio, per chi puntualmente riceveva i doni della befana il 6 gennaio o per chi poteva andare alla colonia marina, nel vasto arenile sormontato da dune, sventolante di bandiere coloniali, di casotti di legno e salvagenti appesi.
Il lavoro del minatore sembrava  meno duro così :
per chi come il mio nonno era intelligentemente abituato ad usare la forza delle braccia e della testa per scavare lunghi cunicoli ciechi che non portavano a nulla….
nelle viscere di quelle colline,
se non altro per scovare  alla luce del sole quel prezioso minerale ferroso attorcigliato al granito come trecce di capelli.
Lo spazio del dopolavoro,
del circolo era angusto ed insufficiente per il gioco delle carte e per diversivi e per i numerosi bicchierini di vino nero poggiati sul bancone.
Mente il giorno cadeva,
la nonna aspettava il rientro del minatore, preparando delicate polpette di carne macinata.

Massimiliano Rosa

 

Massimiliano RosaMassimiliano Rosa, nasce a Sorgono nel 1973, si laurea in Lettere Moderne e si specializza in Linguistica Sarda con un Master in lingua e cultura sarda nel contesto del Mediterraneo, ed in questi ultimi anni ha svolto uno studio sistematico delle varietà linguistiche del sardo, apprendendo sul campo le sue varianti e tutti i meccanismi linguistici che regolano le parlate dei vari centri e dei vari distretti isolani.

Partecipa a vari convegni linguistici, tra cui la presentazione di “Alidos de vida” a cura della Polifonica femminile di Tonara, in cui effetua un’intervento sulle caratteristiche della varietà linguistica di Tonara: con cenni sul parlato femminile e sull’uso della metatesi e di altri meccanismi linguistici particolari del tonarese.

Presentazione del libro “Intrare in sonu” di P. La Croce. dove evidenzia le caratteristiche della varietà linguistica di Tonara: un arborense anomalo. Tratti classificatori e fenomeni linguistici notevoli del tonarese. Le parlate del Mandrolisai e della Barbagia di Belvì a confronto.

Convegno Faeddamus de limba sarda, un progetto della Consulta Giovanile di Santu Lussurgiu, Parliamo di…Caratteristiche della varietà linguistica di Santu Lussurgiu: varietà di logudorese meridionale. Tratti classificatori e fenomeni linguistici notevoli del lussurgese Le parlate del Montiferru e del Sinis, un Lavoro linguistico sulla varietà linguistica di Santu Lussurgiu.

Progetto “Zenia” Sa die de sa Sardigna 2014, al Museo di arte tessile Murats: inaugurazione del museo a cura della Regione sarda e Comune di Samugheo. Evidenziando le caratteristiche della varietà linguistica di Samugheo: varietà arborense. Tratti classificatori e fenomeni linguistici notevoli del samughese e delle varietà del Mandrolisai. Il Samughese: una varietà di Mandrolisaino eccentrico

Progetto Pro loco, Domo ‘e Molinos, in collaborazione del Comune di Meana Sardo. Caratteristiche della varietà linguistica di Meana varietà con regime ad armonia vocalica. Tratti classificatori e fenomeni linguistici notevoli del menanese e delle varietà del Mandrolisai del Barigadu del Guilcer e dell’Ogliastra.

Comune di Nuoro, presso la Casa circondariale di Nuoro di Badu ‘e Carros. Caratteristiche delle varietà linguistiche nuoresi e barbaricine. Tratti classificatori e fenomeni linguistici notevoli delle parlate centrali. Confronto col rumeno e coll’albanese.

Oltre alla partecipazione a vari premi letterari come giuria.

 

Numerose le Pubblicazioni:

Tesina : la varietà linguistica di Santu Lussurgiu. Da una ricerca sul campo, Master II livello in Lingua e cultura sarda, Dipartimento di linguistica e stilistica Università degli studi di Cagliari
Pubblicazioni di alcune poesie su varie e disparate raccolte poetiche di alcune case editrici italiane, Presente nell’antologia Poeti italiani contemporanei con alcune composizioni.
Referente su focusardegna : pubblicazione di storie e racconti e di ricerche linguistiche sul campo
Referente su sardegnalive : pubblicazione di storie e racconti e di ricerche linguistiche sul campo
Casa editrice Domus de janas di Cagliari Pubblicazione dei seguenti articoli:
Sa variedade limbistica de Santu Lussurgiu
Su contrastu istrutturale in s’arborense
Sa variedade limbistica de Tonara

 

 

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