Coldiretti: record per il Pecorino Romano arrivato a 8.60 euro a kg. Il latte deve essere pagato ai pastori a più di 1.10 euro a litro.

Federazione Regionale Coldiretti SardegnaCagliari 4 novembre 2014
Ancora record per il Pecorino Romano arrivato a 8.60 euro a kg. Il latte deve essere pagato ai pastori a più di 1.10 euro a litro.
Non si arresta la scalata del Pecorino Romano che da una settimana ha toccato il prezzo record degli 8.60 euro al Kg. Il formaggio leader della Sardegna continua a salire proprio quando nel mercato viene immessa la maggior quantità di produzione dell’annata agricola scorsa. Il Romano, infatti, viene venduto con oltre cinque mesi di stagionatura e marzo, aprile e maggio sono i mesi di maggior produzione di latte ovino.

Pecorino Romano“E’ l’ennesima conferma – secondo il Presidente regionale della Coldiretti Battista Cualbu – di quanto andiamo dicendo da tempo, gli industriali caseari devono adeguare il trend positivo del prezzo del Pecorino Romano a quello del latte. Per questo i nuovi contratti non potranno essere inferiori a 1.10 euro a litro. Non consentiremo che anche quest’anno il lavoro dei pastori sia remunerato di meno di quanto non lo sia quello dell’industria di trasformazione. Dai nostri conti risulta che l’anno scorso, a causa della mancata corrispondenza tra prezzo del latte e formaggio, sono mancati dalle tasche di chi il latte lo munge oltre 50 milioni di euro. Non possiamo continuare ad essere chiamati, nel nome del mercato, a fare squadra solo per i sacrifici e dimenticati quando le cose vanne bene”.

“Le annate buone lo devono essere per tutti – continua il Presidente – e sono anche il momento giusto per fare programmazione. L’egoismo e l’improvvisazione forse pagano nel breve periodo ma a lungo andare danneggiano tutta la filiera. Per questo insistiamo nel continuare il percorso abbozzato a Santa Giusta con tutte le parti del comparto affinché il prezzo del latte sia adeguato al mercato e perché si dia vita ad un Piano di Regolazione dell’offerta per il Pecorino romano. In pratica diciamo che tutti i segmenti della filiera debbano agire in maniera coordinata, fissando i quantitativi di Romano da produrre, inserendo di fatto un elemento stabile nella dinamica di formazione del prezzo sul mercato”.

La conclusione di Cualbu è rivolta ai pastori: “non firmate contratti sotto un euro e dieci centesimi a litro”.

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