A Cagliari seminari di approfondimento “Le identità locali” organizzati in occasione della XIX edizione di Monumenti Aperti 2015.

XIX edizione Monumenti Aperti 2015XIX edizione Monumenti Aperti 2015

LE IDENTITÀ LOCALI
Capire/Leggere il Novecento
La città moderna – I luoghi e i personaggi

A pochi mesi dall’avvio della diciannovesima edizione di Monumenti Aperti, l’associazione Imago Mundi ONLUS presenta il nuovo ciclo in appuntamenti Le identità locali, il ciclo di conferenze che prepara docenti e pubblico vario ai temi e alle proposte della manifestazione. Cinque gli appuntamenti in programma per otto interventi complessivi affidati a specialisti provenienti, in gran parte dall’Università e dalla Soprintendenza.
Tema di quest’anno è Capire/Leggere il Novecento, attraverso il quale il pubblico sarà invitato a rileggere la storia recente del capoluogo sardo. L’obiettivo primario di questo ciclo di conferenze è privilegiare gli edifici di tutto il Novecento e, ancor più, del mezzo secolo più vicino a noi per una conoscenza delle parti della città che vengono vissute tutti i giorni ma che sono, paradossalmente, le meno conosciute. A ciò si accompagna un’attenzione verso i protagonisti – artisti architetti scienziati politici scrittori – che hanno “fatto” la città (e tra i nomi, basti citare Giuseppe Dessì, Sergio Atzeni, Paolo De Magistris, David Herbert Lawrence o Renzo Piano).
Tutti gli incontri si terranno nella Sala delle Mura del centro comunale d’arte Il Ghetto, in via Santa Croce 18 con inizio alle ore 16 e fino alle ore 18.
L’iniziativa è realizzata grazie al patrocinio del Comune di Cagliari ed è curata dal Comitato di Cagliari Monumenti Aperti.

L’edizione 2015

Il primo appuntamento è fissato per martedì 3 febbraio con il seminario Novecento Multiforme tenuto da Franco Masala (ANISA – Associazione Nazionale Storia dell’Arte) che si soffermerà sui mutamenti dell’architettura nel Novecento.
Dal Liberty all’ipertecnologia l’architettura del Novecento ha attraversato declinazioni completamente diverse che caratterizzano ampiamente le nostre città. Anche Cagliari non sfugge a questa regola e, così, il Municipio modernista e il CIS modernissimo convivono in un ambiente urbano segnato più diffusamente di quanto sembri da costruzioni di pregio realizzate nel corso del XX secolo: edifici pubblici costruiti tra le due guerre mondiali, abitazioni private, servizi per la collettività che vediamo quotidianamente quasi senza accorgercene ma che appaiono degni di essere esaminati e compresi anche nel contesto in cui sorgono.
L’incontro sarà preceduto dai saluti dell’Assessore alla Cultura del Comune di Cagliari, Enrica Puggioni e del presidente dell’Associazione Imago Mundi Onlus Fabrizio Frongia.

Il secondo appuntamento Cagliari: rapporti storici tra antico e moderno si svolge martedì 10 febbraio sempre dalle ore 16. Nel corso del seminario Marcella Serreli (Soprintendenza BAPSAE Cagliari e Oristano) e Donatella Mureddu (Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Cagliari e Oristano) condurranno l’analisi storica sulla fondazione e lo sviluppo della città antica.
L’introduzione della moderna scienza archeologica, a partire dal XIX secolo, ha permesso la decifrazione degli insediamenti umani con la stratigrafia di una vasta area geografica su cui Cagliari poggia le sue fondamenta. Tale lettura, resa possibile da campagne di scavo progettate o incidentali, ci restituisce le vicissitudini urbane che continuano a dialogare necessariamente con il contemporaneo.
Gli elevati architettonici che costituiscono la città del medioevo e dell’era moderna svilupperanno invece ulteriori discussioni con le rinnovate esigenze della società. Inseriti nei quartieri storici, e nella loro espansione oltre le mura, indicheranno numerose chiavi di lettura, dal periodo in cui sono stati costruiti ai mutamenti nella loro destinazione d’uso, formali e spaziali che hanno segnato il passaggio dei gusti e dei tempi.

Il terzo appuntamento, mercoledì 18 febbraio, sarà diviso in due parti. Fabio Pinna (Università di Cagliari) parlerà su Fabbriche, prodotti e operai: appunti per un’archeologia industriale della Cagliari del XX secolo
Un compiuto ritratto della città di Cagliari e del suo territorio nel XX secolo non può prescindere da una serie di testimonianze materiali che rimandano ai cicli produttivi attivi nello spazio urbano e nelle sue vicinanze: spazi ed edifici, che oggi hanno mutato destinazione o che attendono una piena valorizzazione, possono raccontare un aspetto della città che rischia di essere dimenticato e che, debitamente studiato, può restituire uno spaccato della vita quotidiana di donne e uomini, destinati altrimenti a far parte di quelle ‘masse senza nome e senza voce’ della storia.
Mentre a seguire Laura Zanini: (Università di Cagliari) ci guiderà tra Piazze, spazi pubblici e luoghi dell’incontro della Cagliari del XX secolo. Gli interventi del XX secolo a Cagliari creano o rigenerano gli spazi dell’incontro sociale. Spazi monumentali come piazze progettate, spazi funzionali e di pertinenza per le architetture di nuova edificazione, spazi verdi e di promenade cittadina. Una nuova cultura urbana si palesa in geometrie, monumenti, arredi e soprattutto in quinte sceniche e nuove prospettive di percezione della città. Caratteri e forme degli spazi urbani traducono le diverse dimensioni sociali e culturali senza soluzione di continuità e costruiscono l’identità cagliaritana parallelamente alla storia dei personaggi e degli eventi.

Anche il quarto appuntamento, martedì 3 marzo, sarà suddiviso in due parti con gli interventi di Antonella Maxia (Soprintendenza BAPSAE Cagliari e Oristano) e Simona Campus (Università di Cagliari).
Antonella Maxia ci racconterà Cagliari. Incontri tra città e artisti nel primo Novecento. Il Novecento ha cambiato la nostra città nelle sue molteplici manifestazioni attente al passato e al nuovo, e al confronto con il resto dell’Italia e l’Europa. Questi cambiamenti sono particolarmente evidenti a Cagliari, nei nuovi cantieri che richiamano artisti da tutta l’Isola per la definizione della nuova identità cittadina; architetti, pittori, scultori lavorano all’interno dello stesso cantiere in cui forma, funzione, bellezza e comunicazione sono un tutt’uno. E’ così che artisti quali Filippo Figari, Francesco Ciusa, Felice Melis Marini, Andrea Valli, Albino Manca, si cimentano con importanti architetture e scorci urbanistici travalicando le tradizionali campiture artistiche.
Nella seconda parte del seminario Simona Campus parlerà dell’arte negli spazi della città contemporanea. La storia dell’arte che comprende la seconda metà del ‘900 e questo primo scorcio del XXI secolo narra di un rapporto spesso privilegiato tra le opere e gli spazi destinati ad accoglierle. Gli spazi non sono soltanto quelli canonicamente deputati, i musei, le gallerie, ma anche gli spazi pubblici, i luoghi della quotidianità e delle relazioni tra le persone, le piazze, le strade, gli edifici. Nell’ambito del seminario saranno prese in esame le vicende estetiche riguardanti la nostra città in età contemporanea, con le necessarie aperture ad un più ampio contesto e con particolare riferimento alla produzione tesa a mettere in comunicazione la dimensione dell’arte con la dimensione della vita. Saranno analizzati i momenti – a partire dalla mostra al Portico di Sant’Antonio del 1960 per giungere alle più recenti manifestazioni di street art – e le personalità – tra le quali val bene sottolineare le presenze al femminile – che a Cagliari e in Sardegna maggiormente hanno creato e creano interazioni con le prerogative paesaggistiche, urbanistiche e architettoniche, coniugando le istanze di sperimentazione e la memoria collettiva.

Ancora due interventi distinti per il quinto appuntamento di martedì 10 marzo.

Paola Meloni (Università di Cagliari) ci parlerà del Novecento attraverso una lettura degli apparati materici: capire per non tradire il moderno
Il Novecento segna uno spartiacque, un punto singolare nell’evoluzione delle tecniche costruttive con l’introduzione del cemento armato ed altri materiali che accostandosi a quelli tradizionali originano nuovi linguaggi architettonici e forme artistiche. Questi passaggi, che coinvolgono forma, stile ed essenza materica, non avvengono senza lacerazioni e inquietudini legate alla potenza della rivoluzione tecnologica in atto. Oggi molti spazi, edifici e manufatti del Novecento sono tutelati e pienamente riconosciuti dalla cittadinanza. La sfida per non elidere i caratteri peculiari impressi dal XX sec. è ardua. Molto ancora deve essere ancora fatto per accostarsi al problema della conservazione e del restauro del moderno.
Chiude il seminario l’architetto Paola Mura con una conferenza dal titolo Cittadella dei musei, ricostruire la Nazione sui valori della cultura. Con la Cittadella dei Musei, realizzata sulla sede del vecchio Arsenale, fu dedicata alla cultura l’acropoli della città, che da sede militare divenne sede museale, secondo un’idea di ricostruzione della Nazione a partire dai suoi valori più elevati che matura alla fine del secondo conflitto mondiale.
Ambizione dei suoi autori, Libero Cecchini e Piero Gazzola fu “riuscire a trasmettere al visitatore il fascino del valore documentario del sito, la sua atmosfera storica, la comprensione dei valori estetici dell’ambiente, suscitando attrazione e interesse tanto nello specialista che nell’uomo della strada”. Fu questa l’idea fondante del progetto della Cittadella, che ancora oggi testimonia l’eccellenza della cultura architettonica e museografica italiana del Novecento.

Informazioni:
Per qualsiasi informazione è possibile contattare il Centro Comunale d’Arte e Cultura Il Ghetto, via Santa Croce 18, Cagliari – tel. 070 6402115.

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