Intervista a Carlo Desogus Archeologo per passione.

Carlo Desogus, nato a Selargius nel 1944, ha lavorato nella pubblica istruzione ed ha ricoperto incarichi politici ed amministrativi. Ispettore onorario per la Sovrintendenza archeologica, è da sempre appassionato di Storia della Sardegna e di Archeologia, in particolare del suo paese di origine Selargius.Carlo Desogus, nato a Selargius nel 1944, ha lavorato nella pubblica istruzione ed ha ricoperto incarichi politici ed amministrativi, è stato inoltre Ispettore Onorario per la Sovrintendenza Archeologica. Da sempre impegnato nella ricerca storica sulla Sardegna, ha scritto molti libri e fatto molte scoperte, in particolare nel territorio del suo paese di origine Selargius.

Ha pubblicato Percorsi Archeologici (Tesori a Selargius) e per le Edizioni Grafica del Parteolla: S’unda manna, alluvioni e altre calamità a Selargius nel 1800 (1999), Cent’anni. Storia di Selargius nel ‘900 (2001), Tumulti in Selargius, 19 e 20 aprile 1779 (2005), Processi e sentenze del Regio Consiglio. Selargius 1700-1800 (2008), L’ultima esecuzione. La vera storia di Rocco Cogoni. Selargius 1856 (2012), Selargius-Muravera – La strage nella strada del Sarrabus (2013), fino al suo ultimo libro Selargius. I percorsi della memoria. Tracce e siti archeologici nel territorio (2014).

Carlo racconta
Carlo Desogus il suo ultimo libro Selargius. I percorsi della memoria. Tracce e siti archeologici nel territorio (2014)Nella vita degli uomini, specialmente in età giovanile, si coltivano nella mente umana sogni e desideri arditi, che prendono forma durante la giovinezza insieme alla vivacità della fantasia, più si prestano a immaginare un possibile futuro, ricco di opportunità e di soddisfazioni. Può accadere durante lo sviluppo della mente e la conseguente crescita, che fatti inaspettati rendano questi sogni o desideri irraggiungibili, procurando sofferenze e disillusioni, che talvolta lasciano il segno nel proseguimento dell’esistenza stessa. Spesso al contrario, può verificarsi che attraverso sacrifici e determinazione, ciò che inizialmente era in apparenza solo un sogno e un desiderio, tutto si realizzi procurando benefici e soddisfazioni morali. Quest’ultima ipotesi è accaduta fortunatamente, nel caso che più da vicino mi riguarda. La curiosità, specialmente nei ragazzi, è lo stimolo che conduce a scoprire, giorno dopo giorno nuovi orizzonti, concedendo maggiori possibilità di raggiungere quelle mete, che apparentemente possono sembrare lontane. Con la curiosità spesso si accompagna anche la passione, e queste hanno alimentato entrambi, il mio desiderio di conoscere più da vicino la storia e la civiltà dei popoli che, in passato hanno vissuto e frequentato per secoli il territorio di Selargius.

Testo tratto dal suo ultimo libro Selargius. I percorsi della memoria. Tracce e siti archeologici nel territorio (2014), che ha scritto insieme a Luigi Suergiu.

Luigi Suergiu è nato a Ballao nel 1944. Da sempre residente a Selargius, dipendente pubbllico, ha ricoperto la carica di consigliere comunale. E’ studioso appassionato di storia locale, archeologia e lingua sarda; ha scritto in Campidanese poesie, racconti e commedie. Ha pubblicato per le Edizioni Grafica del Parteolla: Tumulti in Selargius. 19 e 20 aprile 1779 (2005), Processi e sentenze del Regio Consiglio, Selargius 1700-1800 (2008); per le Nuove Grafiche Puddu: Seminis Sardus – Poesias e contus (2010), Selargius-Muravera – La Strage nella strada del Sarrabus (2013).

Carlo Desogus Archeologo per passione di Selargius autore di numerosi libri sulla storia della Sardegna.Intervista a Carlo Desogus.

Le chiedo: hai una grande passione per la storia del tuo paese di origine Selargius ma in generale della Sardegna, da dove nasce la tua curiosità e voglia di sapere e quando?

Carlo mi risponde: sono convintissimo che se non si conosce il passato non ci sara’ futuro…. la storia della Sardegna poi è tutta da riscrivere … quello che ci hanno sino ad ora insegnato è tutto fasullo … le datazioni Carbonio 14 sono fatte con metodi antichi …. secondo me bisogna spostare indietro tutto di alcuni secoli…. la passione per l’archeologia è nata da quando ero bambino….. l’ultimo libro presentato l’anno scorso tratta di tutti i siti del territorio di Selargius circa 120 dal neolitico medio al medioevo …. 4600 a.C …. al 1400 d.C tutti scoperti da me …  ho scoperto dei siti anche a Quartu Sant’Elena, a Sestu e Settimo San Pietro.

Allora le chiedo: cosa ne pensi delle sensazionali scoperte che si stanno susseguendo nella Necropoli di Mont’e Prama? In parte vanno a suffragare le tue ipotesi che le datazioni fino ad ora prese in considerazione siano sbagliate in molte delle scoperte fatte in Sardegna? Pensi che le teorie di Giovanni Lilliu sulla Civiltà Nuragica si stiano un po’ sgretolando?

Carlo mi risponde: ora che Lilliu non c’è piu …. si può e si deve cambiare tesi…. prima si aveva un po’ di paura nel contraddirlo … a proposito di questo credo di aver scoperto da poco una specie di osservatorio astronomico prenuragico… una roccia con l’incisione della costellazione delle PLEIADI …. ma ne parleremo dopo …

Domando: Allora la mia non era solo una sensazione, da quando è morto Lilliu, che veniva considerato il pilastro della storia della Sardegna, le cose si stanno muovendo di più e più velocemente (un esempio fra tutti sono proprio le nuove scoperte nella Necropoli di Mont’e Prama), forse perchè non si ha più la paura di mettersi contro una figura così importante e auturevole come è stata la sua?

Carlo allora mi risponde: si ma di Lilliu in Sardegna ne esistono ancora…

Quindi chiedo io: altri muri bloccano ancora  il vero sapere?

Carlo mi risponde: si purtroppo ….. comunque questo non toglie che siano ottimi archeologi che hanno dato tanto a tutti noi …..

Altra domanda: Perchè secondo te se ci sono stati degli errori nella ricostruzione storico-temporale nella Storia della Sardegna non si possono correggere? D’altronde siamo uomini e come tali possiamo sbagliare.

Carlo: non tutti sanno fare un passo indietro soprattutto dopo aver sostenuto delle tesi per piu di 40 anni……. ma i giovani si sanno fare spazio.

Silvia: Già i giovani cosa ne pensi dei nuovi archeologi sardi, ti sembrano abbastanza preparati?

Carlo: credo di si … anche perchè hanno a disposizione nuove tecnicologie e strumentazioni valide tipo il georadar. Il georadar è una metodologia non invasiva utilizzata nello studio del primo sottosuolo, si basa sull’analisi delle riflessioni di onde elettromagnetiche trasmesse nel terreno. Questo metodo fornisce, a partire da una profondità di alcuni metri fino al limite di alcune decine di metri, di una “sezione” del terreno indagato dalla superficie. La tecnica georadar viene frequentemente utilizzata per la ricerca di strutture murarie archeologiche sepolte.

Silvia: Da grande cos’altro vorresti scoprire?

Carlo: Beh…. grande (di età) lo sono già……. però so che da scoprire c’è ancora tanto ….. ma non sono io che scopro … sono gli eventi che vogliono essere svelati e lasciano le loro tracce in modo che io riesca a trovarle …  e poi non è l’anagrafe che fa l’età……..giusto?

Sivlia: Quali sono i tuoi progetti futuri?

Carlo mi risponde: trovare qualcosa di grande e fermarmi … ma forse l’ho gia scoperto.

Silvia: Sarà l’argomento del tuo prossimo libro?

Carlo: Si ma devo ancora lavorare su quest’ultima scoperta …….

 

Restiamo in attesa del suo prossimo libro e ringraziamo Carlo Desogus per il tempo che ci ha dedicato.

Silvia Sanna

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